martedì 16 gennaio 2007
martedì 26 dicembre 2006
Meglio tardi che mai
Caro Babbo Natale, quest'anno ho fatto la brava bimba, mi sono laureata, ho iniziato la specialistica, ho fatto passare, nonostante avessi la precedenza, tanti vecchi e vecchie insolenti con la loro lurida macchina.. Insomma, non mi posso lamentare. Indi per cui, come prima cosa vorrei tanto una palestra così:
mercoledì 6 dicembre 2006
Inossidabili

Sono tornate le ragazze di Non è la rai. Quando le ho viste a Libero quasi non ci credevo. Alcune irriconoscibili, altre sempre uguali. Un tuffo al cuore. Da piccola sapevo a memoria tutte le loro canzoni, i balletti, i giochi (lo zainetto di Ambra che non si sapeva che cavolo ci teneva dentro). Un omaggio alle inossidabili che non si sono perse d'animo in tutto questo tempo. Si, ok, critiche a Boncompagni perchè aveva messo delle 13enni a sculettare in televisione, però c'è da dire che sono rimaste nella storia. Ah, Ambra e Laura Freddi possono anche morire sotto a un camion.
domenica 19 novembre 2006
The fallen angel

Segni arcaici, fumetto, letteratura beat, storia, jazz, hip hop, consumismo. Tutto questo è Jean-Michel Basquiat. Attraente (quando si dice il fascino dell'artista), originale, idealista, Basquiat esprime nelle sue opere la rabbia e la voglia di riscattare i neri, ma non solo. Suona il clarinetto e il sintetizzatore in una band, dorme in uno scatolone a Washington Square e Greenwich Village, va a trovare la madre nella clinica psichiatrica, si fa conoscere negli ambienti alti, tant'è che inizia a collaborare con il grande Andy Warhol. Dopo la morte di quest ultimo, Basquiat è stravolto e ha difficoltà a trovare nuovi stimoli. Si spegne a soli 27 anni per overdose. Gente, guardatevi il film (si chiama semplicemente "Basquiat"), e se avete la possibilità andatevi a vedere (entro gennaio) la mostra alla Triennale di Milano. Come ho fatto io oggi.


martedì 7 novembre 2006
domenica 29 ottobre 2006
Un'emozione da non poco

HO VISTO MACCIO CAPATONDA IN UN LOCALE A MILANO. ERA A 2 METRI DA ME. SORSEGGIAVA IL SUO COCKTAIL IN COMPAGNIA DI AMICI. VOLEVO FARMI MARCHIARE A FUOCO IL SUO NOME O RECIDERMI UN'ARTERIA PER FARMI FARE L'AUTOGRAFO CON IL SANGUE SU UN TOVAGLIOLO. UN DILEMMA. IL TEMPO DI DECIDERE ED E' SVANITO NEL NULLA, LASCIANDO DIETRO DI SE' UN NON SO CHE DI.
martedì 24 ottobre 2006
giovedì 19 ottobre 2006
Sconcerto
Dopo tante stronzate, ho deciso di scrivere un post serio. Sarà perchè le cose ti devono prima capitare per potertene rendere conto; lì improvvisamente apri gli occhi e vedi con lucidità quanta merda c'è in giro. Ma andiamo al punto: la violenza. Quando c'è di mezzo un tuo amico vedi tutto sotto un'altra prospettiva. Soprattutto se il tuo amico non ha fatto nulla perchè andassero così le cose. Sei in piazza con tanta gente, stai parlando al cellulare e ti guardi intorno assente. Ad un tratto senti a gran voce "Che cazzo guardi? Che cazzo guardi, eh??!!". Magari non realizzi subito, tu sei al telefono, non stai guardando nessuno in particolare, è impossibile che stiano parlando con te. Poi ti arriva una capata in faccia e non capisci più niente; cadi a terra, sei stordito, non hai avuto neanche il tempo di reagire. I tuoi amici si mettono tra te e l'impallettato, ma lui fa il giro correndo, sei tu il suo bersaglio, non vede nessun altro se non te. Dopo la capata, un calcio in faccia ti spacca un dente e il naso. Il tuo viso inizia a colorarsi di rosso, e tu ti chiedi ancora "perchè?". Vieni trascinato via, nella speranza che il balordo venga distratto da qualcosa o da qualcun altro. L'ambulanza arriva dopo mezz'ora. La polizia non c'è mai quando serve, aveva rotto il cazzo fino a 5 minuti prima che comparisse il bastardo e poi era sparita. Passi la notte in ospedale. Il giorno dopo ti chiedi ancora "perchè?", ma questa volta è un perchè incazzato, furioso, pieno di rancore. Il tipo non c'è più, è sparito confondendosi nella folla; ti ha distrutto la faccia e poi è andato via. Complimenti a lui e a quelli che sono rimasti a guardare.
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